Non più di 150 amici: lo dice l’Universita di Harvard. Sarà la fine di Facebook ?


Spigolando quà e là su Scientific American mi imbatto in un articolo sul libro di Robin Dunbar, How Many Friends Does One Person Need?

Interessante per il metodo decisamente “personalizzato” di approcciare l’esperienza scientifica. Robin Dunbar è un antropologo e biologo evoluzionista inglese che, in collaborazione con l’università di Harvard, ha pubblicato questo testo dove sostiene – riporta l’articolo – che il nostro cervello si è sviluppato fino a raggiungere dimensioni ragguardevoli, rispetto alle altre specie animali, proprio grazie al fatto che l’uomo è coinvolto in un ambiente sociale complesso. Amori, amicizie, lavoro, famiglia, sono tutte relazioni impegnative che richiedono un cervello ben sviluppato.

Robin Dunbar si chiede, ed è la traduzione letterale del titolo del libro: di quanti amici abbiamo bisogno ? Nel farlo, prende spunto dai suoi studi pregressi sull’osservazione degli uccelli e riporta un risultato interessante: le coppie di volatili che hanno stabilito relazioni durature tendono ad avere un cervello più sviluppato.

Facile ironia a parte, secondo Dunbar i simpatici volatili che “svolazzano” da una relazione all’altra, invece, hanno in media un cervello di dimensioni minori. Secondo l’antropologo, riporta Scientific American, ciò accade perché il cervello viene esposto a relazioni emozionalmente meno complesse che richiedono in definitiva meno impegno cerebrale.

Secondo Dunbar ciò accade anche alla corteccia cerebrale delle scimmie e, siccome il nostro cervello è considerevolmente impegnativo in termini di risorse energetiche (circa il 20% delle energe assorbite mediante i pasti) ne deduce quindi che questo fatto debba valere anche e a maggior ragione per gli esseri umani.

Insomma, alla fine di tutto ciò il biologo arriva a determinare, in base alla dimensione (intesa come “cubatura”, cioè volume occupato) della nostra materia grigia, che il numero massimo di relazioni che saremmo in grado di gestire è pari a 150.

Grazie al cielo la potenza dei media è quella che è e, come per magia e anche grazie al fenomeno Facebook, questo numerello è già diventato il Numero di Dunbar. Altro dogma calato dall’alto.

A chi solleva il dubbio se questo numero è corretto, riportando proprio Facebook come esempio lampante, Dunbar risponde che tutti gli amici “in eccesso” rispetto al numero massimo di 150 non sono veri amici. Cioè, fino al centocinquantesimo si tratta di vera amicizia, dal centocinquantunesimo, no.

Questo è un classico caso di ricerca qualitativa (e un tantino paracula, visto che cavalca il fenomeno Facebook), ecco perché è importante essere in grado di distinguere le congetture dalle teorie scientifiche vere e proprie. Quella di Dunbar è sicuramente una congettura interessante: non più di 150 Veri Amici.

Ad averne anche solo 15, di veri amici …

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