Il terremoto, giusta punizione divina ?


Leggiamo da più fonti con grande interesse una nuova dinamica dei sommovimenti tellurici: il terremoto come punizione divina.

Concetto interessante: l’uomo è talmente immeritevole di stare sulla Terra che, giustamente, il buon Dio si sente in dovere di punirlo devastandone creazioni, affetti e possedimenti. Una teoria decisamente innovativa che, in un sol colpo, straccia quel briciolo di misericordia che dovrebbe caratterizzare ogni divinità che si rispetti.

Eh si, perché le cifre ad oggi parlano chiaro:  10.151 morti, 17.053 dispersi e duecentoquarantamila persone che hanno perso praticamente tutto. Senza badare a sesso o età, uomini, donne e bambini. La misericordia del nostro buon Dio ha prodotto risultati niente male, tenendo conto che durante la guerra in Iraq sono morte”solo” 6000 persone, dall’inizio.

A ricordarci della verità scientifica del terremoto come punizione divina è lo stesso vicepresidente del CNR, Roberto de Mattei, dai microfoni di Radio Maria. De Mattei, nel 2009, ci aveva anche illuminato sui prodigi del buon Dio come creatore, giustamente confutando quelle stupidaggini che i fisici vanno in giro a raccontare sul Big Bang. Una doverosa precisazione da parte del CNR, che non può certo continuare a lasciar libere ipotesi risibili come quella dell’universo evoluzionista.

E non solo,  lo stesso governatore di Tokyo Shintaro Ishihara, ricorda ai suoi concittadini che il terremoto è una punizione divina per l’incredibile egoismo dei giapponesi.

Così anche il regista russo Mikhalkov, che trova intollerabile lo stile consumistico dei giapponesi  e per il quale non c’è punizione più giusta di un bello sterminio di massa.

Il presidente del CNR si è dissociato in queste ore e di De Mattei sono già state chieste le dimissioni, il sindaco di Tokyo ha chiesto scusa e del regista russo non si è saputo più niente. A noi comuni mortali non resta che tentare di perscrutare i misteriosi disegni di Dio, cercando di capire cosa mai avranno fatto di male i bimbi giapponesi per meritare un terremoto, uno tsunami e un disastro nucleare i cui effetti dureranno per centinaia di anni.

Nel frattempo, riprendiamo a studiare un po’ di fisica, almeno per capire la tecnologia nucleare ed informarci per tempo per votare consapevolmente al prossimo referendum.

A Mercoledì.

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