Aggressivo piano antifumo del Governo Australiano.


Il Prof. Simon Chapman, del dipartimento di Salute dell’Università di Sydney, in Australia, riporta su NewScientist interessanti novità sul nuovo piano del dipartimento della salute pubblica Australiano per combattere il fumo.

E’ un piano aggressivo che merita grande attenzione per il coraggio con cui smonta sistematicamente una delle armi principali del marketing: il packaging. Eh già, perché i pubblicitari sanno benissimo che un contenitore appariscente e di stile è in grado di veicolare qualsiasi prodotto commerciale, anche quelli potenzialmente nocivi.

Il governo Australiano, riporta NewScientist, ha già stilato un disegno di legge che indirizza proprio questo aspetto drammaticamente efficace nel mondo delle merci di largo consumo. Se il progetto sarà convertito in legge, dal gennaio 2012 le confezioni di tabacco per sigarette dovranno essere tutte prodotte con lo stesso look, con lo stesso colore distinguendosi, unica eccezione ammessa, per la marca.

Ma non basta, nel resto della confezione dovranno essere raffigurate immagini medicali che dimostrano gli effetti nocivi del fumo. Quindi, frasi tipo “il fumo nuoce alla vista” verranno affiancate da vere e proprie immagini di effetti reali sul bulbo oculare. E’ una proposta di indubbia efficacia che rappresenterà un punto di svolta nella lotta al fumo. Certo, l’efficacia dell’iniziativa è sicuramente tutta da dimostrare, ma è certo che impatterà da un lato in modo forte sull’immaginario collettivo del singolo fumatore, e dall’altro rimuoverà la potentissima arma del packaging.

Le confezioni di sigarette, troppo piccole per ospitare immagini medicali, dovranno invece essere realizzate in confezioni completamente indifferenziate: niente caratterizzazione visuale della marca, nessun colore particolare, né materiali ricercati per carta, confezione, o per il filtro.

Ma il punto chiave, sottolinea NewScientist, è che una campagna del genere costituisce un messaggio assolutamente forte e non ambiguo, senza compromessi, da parte del governo in tema di assoluta nocività del fumo. Da un anno a questa parte è proprio il ministro della salute, Nicola Roxon (una donna), a farsi carico di portare avanti un progetto così aggressivo che non ha certo lasciato indifferenti le multinazionali del tabacco. Controparte che, ovviamente,  a sua volta ha finanziato una massiccia azione di resistenza.

Regole così strette sul packaging sono indubbiamente efficaci e l’associazione “Alliance of Australian Retailers“, costituita da tre giganti come British American Tobacco, Philip Morris e Imperial Tobacco, reagisce in modo chiarissimo: non ci sono evidenze che la campagna abbia una utilità effettiva, perché doversi conformare a regole così restrittive ? D’altronde, osserva NewScientist, se ci sono dubbi sull’efficacia, perché combattere questa campagna in modo così aggressivo ?

E’ la prova che le multinazionali del tabacco sono state punte nel vivo. In molti paesi è infatti proibito pubblicizzare esplicitamente i prodotti da fumo, per cui – già oggi – le confezioni devono essere realizzate in modo da pubblicizzarsi da sole, saltando letteralmente all’occhio dei potenziali consumatori. Uno studio della Morgan Stanley, commissionato nel 2007 dalle stesse multinazionali, riporta chiaramente che le principali armi contro la diffusione dei prodotti da fumo sono estremamente semplici: confezioni omogenee ed anonime (marca a parte) e, soprattutto, la vendita letteralmente sottobanco, cioé vietata per legge tramite espositore.

Il Prof. Chapman osserva che la mancata pubblicizzazione dei prodotti da fumo fa si che le nuove generazioni crescano in modo da non essere mai state esposte a questo tipo di pubblicità, con il risultato che i giovani scoprono le sigarette solamente per “contaminazione” dai propri pari.

Insomma, la mancanza di pubblicità funziona, eccome. Grazie alle campagne antifumo, oggi, milioni di persone in tutto il mondo hanno già smesso di fumare e le giovani generazioni hanno un vissuto infantile ed adolescenziale molto meno esposto al fumo. Che non ci siano dubbi sulla reale nocività del fumo è ampiamente assodato, non resta, quindi, che tifare per questa coraggiosissima iniziativa.

(Foto di NewScientist. Alan Pryke/Newspix/Rex Feature)
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Una risposta a Aggressivo piano antifumo del Governo Australiano.

  1. wildestwoman ha detto:

    da fumatrice, devo dire che il metodo è talmente orripilante da risultare probabilmente almeno in parte efficace
    ho già il rimedio però: il portasigarette

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