Ancora promesse dalle staminali: la ricerca del Dott. Anversa


La rete riporta una interessante notizia riguardo ad una ricerca di un nostro connazionale, pubblicata dal New England Journal of Medicine, sulle cellule staminali adulte del polmone e sul loro potere di rigenerare tessuti polmonari.

L’esperimento, condotto dal team dell’italiano Piero Anversa e Joseph Loscalzo dell’Ospedale Brigham and Women di Boston, è un importante apripista per l’applicazione di cellule staminali al trattamento delle malattie polmonari, come ad esempio l’enfisema. Le cellule staminali impiantate su un campione di topi hanno dimostrato una sorprendente capacità di ricostruire alveoli, bronchi e praticamente tutte le strutture del polmone.

Il problema è, dice il Dott. Alan Fine della Boston University, riprodurre questi risultati in nuovi esperimenti di laboratorio. Le cellule staminali, ce ne siamo già occupati, hanno un potenziale notevole di replicare i tessuti danneggiati dalle malattie più importanti come cancro, ictus e diabete e promettono grande sollievo alle sofferenze di milioni di persone in tutto il mondo. La produzione di cellule staminali, però, richiede la distruzione di embrioni e, per questo motivo, la ricerca è fortemente osteggiata dalla Chiesa Cattolica.

La ricerca del Dott. Anversa mette pace tra le parti perché si basa sull’impiego di cellule staminali adulte, cioé prelevate da campioni in stadio non embrionale.  E’ importante sottolineare che la ricerca ha dimostrato che le staminali adulte sono meno efficaci delle alle cellule staminali pluripotenti embrionali. Anversa e Loscalzo sono estremamente prudenti riguardo alla reale applicabilità della ricerca, che va ancora ampliamente corredata da riscontri sperimentali, ad una nuova terapia .

Il test condotto sui topi ha dimostrato comunque una grande flessibilità di impiego e capacità di specializzazione delle cellule staminali polmonari. L’esperimento, piuttosto cruento per le cavie, ha dimostrato che sugli esemplari appositamente feriti all’interno dei tessuti polmonari, l’iniezione di campioni di 20000 cellule ha prodotto una riparazione dei tessuti nell’arco di due settimane. In tutti i 29 esemplari il nuovo tessuto, inoltre, è apparso assolutamente omogeneo nelle interconnessioni con i tessuti precedenti, ripristinando praticamente la struttura polmonare allo stato antecedente al ferimento chirurgico.

La D.ssa Brigitte Gompert del Broad Stem Cell Research Center dell’Università della California sottolinea come la questione dell’effettiva impiegablità delle cellule staminali ed il loro potere rigenerativo di vari tipi di cellule è, a tutt’oggi, una questione fortemente dibattuta che, se fosse confermata, porterebbe ad un avanzamento significativo della capacità di combattere le malattie più terribili e, aggiungiamo, che portano maggior sofferenza al genere umano.

Motivo in più per non ostacolare la ricerca e, possibilmente, di divulgare quanto più possibili gli avanzamenti di una tecnologia medica così promettente.

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