Storie di ordinaria discriminazione: Emmy Noether


E’ un periodo molto difficile, questo, per le donne. Da sempre ai margini nel mondo del lavoro, costrette a sopportare il carico sociale praticamente senza alcun sussidio e, per questo, ancor più penalizzate in ambito professionale.  Nel nostro paese, poi, la situazione appare ancor più drammatica: una donna deve lavorare come e più dei suoi pari maschi e, contemporaneamente, gestire il carico famigliare. Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge la nuova tendenza ad usare il corpo delle donne come merce di scambio per ottenere favori politici ed economici.

La rete, si sa, può fornire un contributo determinante alla presa di coscenza di fenomeni del quotidiano che, altrimenti, rimarrebbero nascosti. In questa direzione, è assolutamente meritevole l’iniziativa di Lorella Zanardo e del suo Blog “Il Corpo delle Donne” e in LidiMatematici vogliamo dare un contributo a favore dell'”altra metà del cielo” ricordando una figura femminile poco conosciuta: Amalie Emmy Noether e la sua battaglia per guadagnarsi un posto nell’olimpo della Scienza.

Emmy Noether era un matematico tedesco, nata ed Erlangen e figlia di Max Noether, anch’egli illustre matematico.
Dimostrò grande talento già in età precoce e dovette combattere non solo per iscriversi all’università ma anche per ottenere il diritto di laurearsi. Ottenne l’apprezzamento di Hilbert e Klein, due brillanti matematici tedeschi del tempo e, finalmente, iniziò ad occuparsi di ricerca all’Università Georg-August di Gottinga. Pur di insegnare, accettò di lavorare all’università senza percepire compensi per ben sette anni, fino ad ottenere la meritata libera docenza. Fu la prima donna, nel 1932, a partecipare come oratore al Congresso Internazionale dei Matematici di Zurigo. Dovette, alla fine, abbandonare il “campo di battaglia” a causa delle leggi razziali di Hitler ed emigrò negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Per il suo straordinario contributo alla scienza ha ricevuto l’apprezzamento dei più grandi scienziati come Einstein e, probabilmente, è stata il più grande matematico donna di tutti i tempi. La vicenda umana di Emmy Noether è splendidamente raccontata in questo Blog.

E’ un classico: le menti più brillanti ottengono i risultati maggiori in campi non necessariamente legati alla propria attività principale. La Noether non fa eccezione e, pur essendo un matematico, nel 1915 arrivò alla formulazione di un teorema, noto come Teorema di Noether, appunto, destinato a rivoluzionare la fisica:

ad ogni simmetria corrisponde una conservazione.

Emmy Noether capì, infatti, che quando un sistema presenta una simmetria in senso fisico, ovvero la sua dinamica non varia al variare di alcune grandezze fisiche, allora si conservano altre grandezze. Ricordate ? Abbiamo parlato della conservazione delle grandezze fisiche in un post apposito e la Noether riuscì a generalizzare proprio questo importante fenomeno.

Supponiamo ad esempio di muoverci in automobile lungo una linea retta a velocità costante. In questo caso, (posizione a parte) il sistema mantiene invariata la propria dinamica, cioé evolve indipendentemente dalla posizione in cui misuriamo le grandezze fisiche. Applicando il Teorema di Noether a questo tipo di simmetria, chiamiamola simmetria lineare, si ottiene che a conservarsi è una grandezza fisica che abbiamo già incontrato: la quantità di moto.

Se invece il sistema fosse in rotazione lungo un asse centrale, quindi dotato di simmetria per rotazione, a conservarsi sarebbe un’altra quantità, di cui parleremo in seguito, il momento della quantità di moto. Quando invece l’evoluzione del sistema è simmetrica rispetto al tempo si conserva una quantità fondamentale: l’energia meccanica.

Torneremo ovviamente in seguito sul tema con esempi corredati di formule e calcoli, ma la cosa davvero importante, ora, è soffermarci a pensare a quanto danno possa derivare, per l’intera umanità, da un singolo gesto di discriminiazione.

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