Lo Zen e l’Arte della Radiotelegrafia


La radiotelegrafia è la disciplina che regola l’invio e la ricezione di segnali in Codice Morse, ed è un’arte che sorge e tramonta nell’arco del XX secolo. Il primo embrione di Codice Morse nasce nel 1832, utilizzando una trascodifica delle parole inglesi più comuni in numeri e dei numeri in simboli punto linea.

Il vero e proprio Codice Morse, che prevede una trascodifica di lettere e numeri in serie di punti e linee, senza passare per un dizionario intermedio, è invece un’invenzione di Alfred Vail, assistente di Samuel Morse, nel 1844; è una realtà storicamente appurata che Morse, di fatto, si appropriò dell’idea di Vail e la controversia tra Morse e Vail è viva ancora oggi. Il codice Morse inizialmente nasce come composizione di punti, linee, linee lunghe, spazi ordinari e spazi lunghi, mentre si dovrà attendere il telegrafo senza fili e, quindi, il ventesimo secolo per la definizione di un codice Morse standard o International Morse, fatta di punti e linee intervallati secondo criteri standard di cadenza e spaziatura.

E’ solo grazie al genio di Guglielmo Marconi che la telegrafia “spicca il volo”, staccandosi dal terreno nel vero senso del termine, svincolandosi dalla trasmissione via cavo. Il 12 dicembre 1901 Marconi invia i primi segnali Morse attraverso l’atlantico e nasce il Telegrafo Senza Fili e, quindi, la radiotelegrafia. Da allora tante vite sono state salvate, come nel celebre caso del Titanic (1912) e il telegrafo senza fili ha conosciuto un’evoluzione e lustri degni di gran nota. Dopo un secolo di successi, nel 1998 le radiocomunicazioni marittime e costiere in radiotelegrafia sono state sostituite da impianti via satellite, che garantiscono maggior certezza e sicurezza del collegamento e la radiotelegrafia sta lentamente scivolando verso l’oblio. Così, mentre dal 2005 la radiotelegrafia è scomparsa anche dagli esami di radioamatore, paradossalmente proprio questa condizione di inutilità le sta conferendo il rango di arte.

Postazione radiotelegrafica di radioamatore

Eppure, la radiotelegrafia è ancora in grande voga nella comunità dei radioamatori, perché offre la possibilità di collegare stazioni a grandi distanze impiegando apparati ricetrasmittenti più semplici e meno costosi. Il contatto in radiotelegrafia è basato su un linguaggio universale che, come l’esperanto, abbatte qualsiasi barriera sociale, geografica e culturale. Il radioamatore radiotelegrafista utilizza un codice che non solo abbrevia il discorso, ma anche consente di comunicare con ogni angolo del globo, a prescindere dalla lingua dei due corrispondenti. Così i radiotelegrafisti possono salutarsi usando un linguaggio comune anche se uno è Cinese e l’altro Guatemalteco.

Ma cosa spinge, nell’era di Internet e della comunicazione globale di massa, ad affrontare un lungo e faticoso percorso di apprendimento, che richiede sia un training mentale che pratico non indifferente? Chi si accosta alla radiotelegrafia è attratto dal fatto di esercitare un’arte che richiede stile e precisione, due caratteristiche che si ottengono con lo studio e l’applicazione e che forniscono un gusto estetico unico: un contatto in radiotelegrafia fatto con precisione e rispetto delle procedure è come un’opera d’arte, unico ed irripetibile nel tempo. Il radiotelegrafista oggi è una persona che non solo impara a “suonare” uno strumento tutto particolare, ma anche apprende un linguaggio nuovo, fatto di un’unica nota ad intervalli cadenzati.

Per chi volesse saperne di più l’autore ha scritto un piccolo saggio che copre tutti gli aspetti dell’apprendimento, uso e linguistici del codice Morse: “Lo Zen e l’Arte della Radiotelegrafia“. Il testo è disponibile gratuitamente online in italiano ed in inglese e può essere anche acquistato in copia cartacea presso KataWeb.

LidiMatematici va in pausa e torna Mercoledì 29 giugno.

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