Il Triangolo Semiotico


Vi siete mai chiesti come sia possibile scambiare ogni giorno una grande quantità di informazioni usando mezzi del tutto eterogenei, come il parlato, i segnali luminosi del traffico, i cartelli stradali, le icone del computer ?

La mattina ordiniamo la nostra colazione al bar in tutta tranquillità, con una frase apparentemente semplice del tipo “vorrei un cappuccino, per favore”. A scuola e in ufficio produciamo relazioni scritte e scambiamo saluti via e-mail. Questo stesso blog veicola una quantità di informazioni notevole attraverso un sistema complesso di segni grafici, le lettere dell’alfabeto, a loro volta aggregate in parole, in frasi e in paragrafi. Il tutto, corredato di immagini e grafici contribuisce a veicolare un messaggio che può essere anche molto complesso.

Ma come siamo arrivati a stabilire un significato condiviso, tale da consentirci di comunicare ? Gli strumenti basilari di veicolazione dell’informazione, siano essi suoni, grafici, o altro sono detti segni. L’attribuzione di un significato concettuale al segno è detto processo di significazione. Ogni oggetto o concetto del mondo reale, il significato è rappresentabile da più segni, detti significanti. La semiotica è la disciplina che si occupa di studiare il processo ed i fenomeni della significazione.

Il processo di significazione, ovvero l’attribuzione significante-significato può aver luogo solamente in un dato contesto culturale, cioé un segno può assurgere a significante solamente se nel contesto culturale questa associazione viene sviluppata, diciamo, ‘spontaneamente’ nel tempo.

Il concetto di cavallo, nel suo significato inteso dal parlante, può quindi avere più significanti: la parola  “cavallo” in italiano, “horse” in inglese, il segno grafico del cavallo, una qualsiasi sua immagine, e così via. Alcuni segni sono strettamente legati al contesto culturale. Per un inglese solo il significante “horse” può essere adottato per il significato di cavallo, mentre il significante “cavallo” non veicola alcun concetto utile. In altri termini, è necessaria una terza entità perché il processo di significazione abbia luogo: il referente, cioé il soggetto che effettua la decodifica del significante in relazione al significato inteso.

Lo schema generico del processo di significazione è rappresentato dal Triangolo Semiotico, che descrive il legame semantico tra significante, significato e referente. Quando comunichiamo usiamo un linguaggio, non necessariamente composto da soli segni vocali. Il linguaggio è proprio quel sistema astratto che nasce da un contesto collettivo, quindi spontaneo e frutto di evoluzione nel tempo, che costruisce tutte le coppie significante-significato necessarie perché il linguaggio sia completo e consenta di comunicare concetti complessi a diversi referenti.

L’atto comunicativo non è però unicamente costituito da segni, che costituiscono validi significanti per un insieme significati, ma anche dal rapporto strutturale tra di essi. Tale rapporto strutturale è regolato dalla sintassi e dalla grammatica, ovvero dall’insieme di regole che consentono di definire una struttura valida di segni.

Torneremo a parlare di linguaggi, semantica, sintassi, grammatica e ambiguità. Sono elementi fondamentali di analisi del linguaggio umano che hanno contribuito a definire ulteriori strutture di linguaggio, regolate formalmente da un sistema di regole rigide.

Proprio quelle che oggi usiamo per dialogare con le macchine.

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4 risposte a Il Triangolo Semiotico

  1. Marco ha detto:

    L’argomento Comunicazione e le “parti” che la compongono o che comunque la rendono “attiva e reale” è molto interessante e importantissimo per la propria crescita personale ma soprattutto per quella collettiva. Io ho scelto l’argomento come filo conduttore per la mia tesina di III media, ho provato a comprenderne meccanismi ed “attori” ma ancora oggi mi rendo conto che ci sono aspetti e sfumature che potrebbero essere approfondite. Sarà quindi molto interessante seguire i tuoi prossimi post come lo è stato leggere questo.
    Un saluto
    Marco

  2. lidimatematici ha detto:

    Grazie per il preziosissimo feedback Marco ! Ci occuperemo presto di linguaggi formali …

  3. Pingback: Radiotelegrafia amatoriale: l’esperanto del nuovo millennio (parte 2) | LidiMatematici

  4. Pingback: Verso la linguistica computazionale: Saussure e lo strutturalismo | LidiMatematici

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