27 settembre 2011: l’umanità va in debito con Madre Terra


E’ l’Earth Overshoot Day, ovvero il giorno dell’anno in cui l’umanità ha consumato le risorse previste per tutto l’anno solare, andando praticamente in debito con la natura.

Quest’anno, in soli  10 mesi, l’umanità ha esaurito il budget messo a disposizione dalla natura per il 2011. Ogni attività umana è caratterizzata da una specifica impronta ecologica, ovvero da un impatto sull’ambiente misurato secondo una metodologia sviluppata appositamente dal Global Footprint Network. Se l’umanità fosse in grado di misurare il consumo delle risorse in termini di flora e fauna e, parallelamente, moderare le emissioni di rifiuti come ad esempio il rilascio di anidride carbonica, il budget a disposizione dovrebbe essere consumato al più nell’arco di un anno solare, cioé il 31 dicembre.

Dal 1987 abbiamo iniziato a consumare più risorse di quanto la natura ci consenta ed emettere più rifiuti rispetto alla capacità naturale di riassorbirmento del pianeta, e siamo andati regolarmente in “Overshoot” ben prima di fine anno. Questa tabella riassume le date di overshoot dal 1987 ad oggi:

Anno     Data di Overshoot
 1987   19 dicembre
 1990    7 dicembre
 1995   21 novembre
 2000    1 novembre
 2005   20 ottobre
 2007   26 ottobre
 2008   23 settembre
 2009   25 settembre
 2010   21 agosto
 2011   27 settembre

Quest’anno abbiamo consumato meno dell’anno scorso, esaurendo il budget di risorse a disposizione un mese più tardi rispetto al 2010. Resta il fatto che, da martedì 27 settembre prossimo, inizieremo ad intaccare la riserva del 2012. L’Earth Overshoot Day è basato su un concetto ideato dalla britannica New Economics Foundation che aiuta l’umanità a concettualizzare il tasso di esaurimento delle risorse naturali messe a disposizione dal nostro pianeta. Si tratta ovviamente di una stima più che una data precisa, ma è importante tenerne conto per comprendere l’entità del divario tra il livello sostenibile di domanda ecologica e quanto realmente necessario per supportare le attività umane a livello globale.

Per millenni l’umanità ha utilizzato le risorse naturali per costruire infrastrutture vitali come strade e città, per il fornimento di cibo e prodotti essenziali per la propria sussistenza. Tutto ciò ha ovviamente un costo, che oggi misuriamo principalmente attraverso le emissioni di anidride carbonica. Dagli anni ’70 in poi abbiamo però attraversato la soglia critica e la domanda umana di risorse naturali ha iniziato a mettere in crisi l’offerta naturale di risorse rinnovabili: è l’Overshoot, o superamento ecologico. Quando andiamo in Overshoot, di fatto, ci troviamo nella condizione di aver consumato ad un tasso tale da richiedere, ad esempio nell’anno in corso, tra 1.3 e 1.5 pianeti. Avverte Global Footprint Network che per il 2050 potremmo arrivare ad esaurire le risorse di due pianeti.

Il fatto che stiamo utilizzando il capitale ecologico a disposizione ad un tasso più veloce di quanto consentito dalla naturale capacità di rigenerazione del pianeta ha un impatto sull’ambiente che è già abbondantemente evidente:  il restringimento delle foreste, l’estinzione graduale di specie animali, il collasso della pesca d’acqua dolce, l’aumento della temperatura degli oceani, per citarne solo alcuni. Le crisi ambientali che stiamo vivendo sono sintomi di una generale tendenza dell’umanità a consumare più risorse di quelle che il pianeta può fornire.

Il punto è, cosa possiamo fare, noi ? E’ semplice: consumare di meno. Spegniamo le luci quando non servono, andiamo a piedi quando possibile (basta parcheggiare a 3-500 metri dalla destinazione), moderiamo il consumo d’acqua chiudendo i rubinetti, attacchiamo i dispositivi alimentati ad elettricità a ciabatte dotate di pulsante di spegnimento, usiamo meno possibile l’aria condizionata in casa e in macchina, usiamo lampadine ed elettrodomestici a basso consumo.

Nostra Madre Terra è unica, teniamocela stretta e consegnamola ai nostri figli nel miglior stato possibile.

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