Di logica deduttiva, grattachecche e … Luigi Frati.


Abbiamo assistito incuriositi al dibattito sugli organi di informazione riguardo al quesito per i test di ammissione alla Facoltà di Medicina, sulla grattachecca della Sora Maria:

Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la ‘grattachecca di Sora Maria’, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato….

Ascoltiamo ora allibiti la replica di Luigi Frati, ove il  Magnifico Rettore dell’Università di Roma “La Sapienza“, al di là del dare del coglione a tutti i malcapitati che non conoscono la grattachecca romana (fatto che non ci interessa minimamente), commette una serie di errori impressionanti. In particolare affermando che il test sia di logica deduttiva.

Semmai, come autorevolissime voci in ambito accademico hanno già giustamente puntualizzato in ambito accademico, il quesito può essere risolto usando la logica di tipicalità. La logica per tipicalità estende  la logica deduttiva classica in modo tale da trarre le conclusioni più probabili, a partire da informazioni a disposizione, anche se contradditorie. Così, sebbene un pinguino non voli, e un pinguino sia un uccello, è corretto affermare che tutti gli uccelli volano.

Ci sono però due punti che demoliscono questo quiz, anche adottando un impianto logico per tipicità.

1. L’adozione di questa estensione della logica presuppone che il candidato abbia a disposizione un corpus (cioè una consistente base di informazioni) rispetto a cui determinare la risposta. Uno studente indiano di Calcutta, il cui corpus di informazioni non comprende neanche la grattachecca, non potrebbe rispondere. Quindi l’adozione di questo tipo di logica è quanto meno “unfair”.

2. Anche adottando la logica della tipicità, è ancora possibile rispondere in modo errato. Supponiamo che a rispondere sia uno studente non romano. Il suo corpus gli suggerisce che è possibile fare granite con la panna. Lo studente, quindi, verifica nel suo corpus informativo che ci sono innumerevoli contesti in cui panna e cioccolato sono usati contemporaneamente (dolci con entrambe questi ingredienti non si contano). Avvalendosi dell’ipotesi di Yarowsky, 1992:

un elemento è candidabile alla classificazione in classe C se appare di frequente nei contesti di termini salienti per quella classe

decide quindi che il cioccolato, apparendo di frequente nei contesti della panna, può benissimo apparire anche in questo contesto, cioè nella grattachecca.  E, si osservi che per lo studente la panna è un elemento assolutamente saliente per le granite, tant’è che in sicilia se ne fanno addirittura con doppia panna !

Anche non avendo mai visto una granita al cioccolato, dato che la panna è un elemento saliente per la granita, nel suo corpus di riferimento, e che sempre nel suo corpus di riferimento appaiono innumerevoli dolci con cioccolato e panna, può benissimo decidere di classificare il cioccolato come un ingrediente della granita.

Ma, al di là di qualsiasi impianto logico, resta il fatto che la Granita al Cioccolato è una gustosissima specialità catanese, a solo leggere questa pagina di Wikipedia e la ricetta di Nicola, viene già l’acquolina in bocca…

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3 risposte a Di logica deduttiva, grattachecche e … Luigi Frati.

  1. Pingback: Di grattachecche, creazionisti e tunnel improbabili: il Mi(ni)stero dell’Istruzione | LidiMatematici

  2. Third Eye ha detto:

    Ma sbaglio o frati era già balzato agli “onori” della cronaca come uno dei rettori più nepotisti della già non immacolata Roma universitaria?

    • lidimatematici ha detto:

      Al di la delle illazioni, per cui è difficile stabilire da fuori il merito di questioni complesse come l’assunzione di collaboratori all’università, qui il problema della qualità nella galassia del minister dell’istruzione è sicuramente presente. Sta a noi, essere attenti, vigili e – soprattutto – informati.

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